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Comunicato N. 42 del 18.07.2011 – Il TAR del Lazio respinge la richiesta di sospensiva del decreto 13/2011 – Considerazioni e prospettive

COMUNICATO N. 42 del 18.07.2011 –

Il TAR del Lazio respinge la richiesta di sospensiva del decreto 13/2011 – Considerazioni e prospettive

 

Come abbondantemente divulgato da varie fonti, istituzionali, associative, tam tam, ecc., il TAR del Lazio, nella seduta del 13 luglio u.s. (sentenza pubblicata il giorno dopo), ha respinto la richiesta di sospensiva per il decreto 13/2011, quello contenente la check list e le procedure di verifica per le Strutture sanitarie, finalizzate alle nuove autorizzazioni regionali e l’accreditamento definitivo. I ricorsi sono stati presentati dalla LAISAN come Associazione di Categoria e da centinaia di Strutture sanitarie per il tramite degli studi legali più esperti e preparati del Lazio, nella materia. Il merito del ricorso sarà discusso al TAR nel mese di novembre p.v.

 

Antefatto.

 La data per la discussione al TAR della sospensiva al decreto 13/2011 era originariamente stata programmata per il giorno 13 giugno u.s..

 Per mie valutazioni soggettive ed oggettive in ordine ad opportunità di tipo tecnico-procedurale, ho acconsentito alla richiesta presentatami da più parti, di chiedere un rinvio del giudizio, ma solo a condizioni molto precise ed inderogabili. Una di queste era che la nuova data per il giudizio doveva essere molto prossima e definita.

IL TAR del Lazio, nella data programmata del 13 giugno, ha ascoltato le parti e ha concesso un rinvio al 13 Luglio (data da noi gradita come conditio sine qua non).

L’esito finale, nonostante l’impegno oggettivamente e lealmente profuso da tutti i ricorrenti in sede di dibattimento, è stato quello che Tutti conosciamo.

 Da qualche parte è stata avanzata l’idea, un po’ originale e assolutamente nuova nella storia delle vertenze legali, per la quale il Giudice competente (che ha respinto il ricorso il 13 luglio), ci avrebbe dato ragione se fossimo andati a giudizio il giorno 13 giugno u.s.

 

 

Brevi riflessioni 

  • Su quale fondamento oggettivo si basa una simile convinzione ? E’ assai curioso pensare a un Giudice che prima del dibattimento esprime la sua valutazione e quindi il giudizio (? !) e poi che la parte “premiata” ed informata precedentemente dell’esito sicuro a suo favore, chiede suicidandosi, il rinvio del giudizio.
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  • In un precedente caso, la richiesta di sospensiva per il decreto 54/2010 (quello delle soglie minime di efficienza per i laboratori di analisi, 100.000/200.000 prestazioni/anno), la LAISAN  ha deciso in modo completamente opposto, ha rifiutato la proposta pervenutale dagli altri Ricorrenti per un rinvio. E’ andata in giudizio da sola e la richiesta di sospensiva è stata respinta, esattamente come nel caso del decreto 13/2011. Il merito del ricorso sarà discusso al TAR nel mese di ottobre p.v..
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  • Il Presidente della LAISAN, in rappresentanza delle sue Strutture sanitarie, a suo tempo, ha presentato ricorso al TAR avverso la DGR 1040/2007 (quella sui mega centri diagnostici 500.000 - 750.000 prestazioni/anno, ecc.), ricorso respinto senza motivazioni pregnanti e di merito.

Convinto di vedere accolte le sue buone ragioni in sede di Consiglio di Stato, inoltra il ricorso in quella Sede. Risultato identico, ricorso respinto con le medesime misere motivazioni.

Si mettono a disposizione gli atti ufficiali sia in sede TAR che Consiglio di Stato, a Tutti coloro che ne faranno richiesta.

 Oramai è chiaro e acclarato che nei vari livelli dei Tribunali Amministrativi, in materia di Sanità, si esprimono giudizi aprioristici e di carattere “politico”.

Si pone seriamente la questione se sia opportuno, per il futuro, procedere su questa prassi dei ricorsi ai vari TAR o Consiglio di Stato per difendere le nostre istanze, data la evidente situazione.

 

Cosa fare

 Evidentemente non siamo ancora riusciti, nonostante la nostra incessante opera di informazione, sensibilizzazione e denuncia, a suscitare il risveglio delle coscienze in Tutti nostri Colleghi, a far sollevare definitivamente l’indignazione per tutto quello che stiamo subendo, a svegliare la Categoria dal quel torpore e ignavia nei quali, più parti e in modo consociativo l’hanno fatta sprofondare da molto tempo, ad uso e beneficio di pochi.

Ma non demordiamo e siamo certi che presto si potranno ottenere risultati significativi per la nostra Categoria se solo sapremo partecipare in prima persona, senza più delegare, ricompattarci e convincerci della nostra forza e delle nostre sacrosante ragioni.

 Come già indicato dalla LAISAN in più sedi e in diverse modalità, sono tre le direzioni da intraprendere e i fronti di azione da aprire per difendere con forza, impegno economico e determinazione i nostri diritti, la Costituzione, la nostra storia, la nostra professionalità, la nostra cultura in materia imprenditoriale-sanitaria, i nostri dipendenti, i cittadini, i pazienti e la buona amministrazione pubblica : 

  • Una nuova modalità di protesta sindacale, facile ed efficace,  nelle forme e modalità che definiremo nei prossimi giorni, per poter applicarla a cominciare dal 1° di settembre p.v.. Sarà divulgata via email, sul sito LAISAN e via posta tradizionale. Questo perché la proposta fatta dalla LAISAN attraverso la lettera sondaggio del   1° giugno u.s., inviata a quasi 600 Strutture sanitarie, ha dato un esito non convincente e soddisfacente, 124 adesioni.
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  • Una aggressiva, puntuale e capillare campagna mediatica per far conoscere lo stato di degrado funzionale, normativo ed economico in cui versa la nostra Categoria a causa delle vessazioni e negligenze della Regione, i cui effetti  negativi, nostro malgrado, si riflettono sui servizi al cittadino come sui livelli occupazionali (migliaia di addetti, tra diretti e indiretti) del nostro Comparto.
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  • Una pioggia di azioni legali di alto profilo, in sede amministrativa, civile e penale, per attaccare i punti nevralgici e fortemente critici del nostro rapporto con le Istituzioni regionali e nazionali, solo per esempio :

 

  1. Riconoscimento dell’extra budget, quale difetto a monte di programmazione da parte della Regione sul reale fabbisogno di medicina ambulatoriale e per l’assoluta mancanza di informazione alla cittadinanza sull’esistenza di tale “strumento di controllo” della spesa sanitaria.
  2. Riconoscimento del “credito certo” per tutte le fatture mensili emesse e autorizzate SIAS, alla stregua di altre Categorie omologhe, e quindi accesso diretto alla cartolarizzazione  o alla cessione del credito “prosoluto” agli istituti bancari.
  3. Riconoscimento degli interessi di legge e dei danni per tutti i ritardati pagamenti negli ultimi anni
  4. Annullamento anche retroattivo, con interessi e danni, per l’applicazione arbitraria e illegittima dello sconto del 20% o 2% sulle prestazioni da noi erogate successivamente al periodo di applicazione della finanziaria del 2006
  5. Applicazione fedele dei principi della legge 502/92, la effettiva libera scelta del cittadino e quindi la totale e piena equiparazione tra struttura pubblica e privata convenzionata, sotto il profilo del nomenclatore, delle tariffe che tengano conto degli effettivi costi (a consuntivo, soprattutto con riferimento al settore pubblico), i tetti (virtuali per il pubblico), ecc.
  6. Trasparenza degli atti per quanto concerne le scelte di indirizzo, il costo reale e analitico delle prestazioni sanitarie in ambito pubblico (quello in ambito privato convenzionato è certo e insuperabile), ecc.. L’obiettivo è far emergere sprechi, errori tecnico-operativi-organizzativi, negligenze a tutti i livelli nell’ambito dell’amministrazione Regionale e poi portare i risultati in sede legale civile e penale, Corte dei Conti, Garante per la concorrenza, Ministero delle finanze.

  

Proposte

 Si auspica poi che al più presto si avvii un confronto fra tutte le componenti sociali, politiche, amministrative ed imprenditoriali su un nuovo modello di Sanità, più moderno, più efficiente (pacient oriented, market oriented), più economico per la pubblica amministrazione ed il contribuente.

 La LAISAN è pronta da tempo a dare il suo contributo, purtroppo la Regione a tutt’oggi non ha voluto ascoltare o leggere le nostre proposte, ben definite e declinate (vedere lettera raccomandata indirizzata alle Istituzioni nazionali e alla Regione del 16 maggio u.s. e a tutte le Strutture sanitarie convenzionate del Lazio).

 Vista la reticenza della Regione e delle altre Istituzioni, divulgheremo a breve, a mezzo sito LAISAN e lettera  a Tutti, il nostro documento su una Nuova Sanità in generale, ambulatoriale in particolare e sulla riorganizzazione e razionalizzazione della Branca di laboratorio analisi. 

Il documento propone e descrive anche un nuovo modello di Sistema Sanità, basato sul budget “a monte”, sul cittadino direttamente, attraverso la “Carta di credito sanitaria”, strumento principe, facile ed economico, per seguirne la storia sanitaria ed amministrativa, coinvolgerlo, renderlo partecipe e corresponsabile nella fruizione di prestazioni sanitarie, terapie farmacologiche, percorsi di ricovero.

Nel contempo la “Carta di credito sanitaria”  è anche il mezzo più efficace e assoluto per evitare ricatti ai medici prescrittori e di famiglia, abusi, ripetizioni inappropriate, sprechi e truffe, in definitiva l’unico reale strumento organizzativo, operativo e controllo per la salute del cittadino e per un vero governo della spesa sanitaria pubblica.

 

 

                 Stefano Cavalieri

               Presidente LAISAN